Recensione mostra

 

"ALLA RICERCA DEL GRANDE SQUALO BIANCO"

- UNA MOSTRA TRA SCIENZA E AVVENTURA -

 

Con una lunghezza che può raggiungere 6,6 metri, capace di cacciare pesci spada, delfini, squali, leoni marini avventandosi sulle prede di sorpresa e spiccando balzi fuor d'acqua a grande velocità, lo squalo bianco (Carcharodon carcharias) è da 11 milioni di anni il predatore per eccellenza.

Dal 21 al 24 Ottobre 2004, nella splendida Sala Civica dei Disciplini, l'ex Chiesa della Disciplina, risalente al XVI secolo, a Castenedolo (Brescia), si è tenuta la prima della mostra "Alla ricerca del grande squalo bianco - Una mostra tra scienza e avventura".

L'esposizione, che non ha precedenti per specificità e completezza, e che presto approderà in altre città italiane, è stata curata da Vittorio Gabriotti (fotografo subacqueo, Membro del Gruppo Mediterraneo di Ricerca sugli Squali e Consigliere della Società Ittiologica Italiana) e da Alessandro De Maddalena (Presidente della Società Ittiologica Italiana, Membro del Gruppo Mediterraneo di Ricerca sugli Squali e Curatore della Banca Dati Italiana Squalo Bianco) in collaborazione con la Società Ittiologica Italiana e la Banca Dati Italiana Squalo Bianco. 

Lo scopo dei Curatori è quello di portare a conoscenza del grande pubblico, in maniera chiara e scientificamente precisa, le caratteristiche biologiche ed ecologiche dello squalo bianco e, inoltre, degli squali in genere, affinché si diffonda anche la consapevolezza della gravità dei pericoli che attualmente mettono a repentaglio la sopravvivenza delle popolazioni di tali animali e l'integrità delle catene alimentari marine.

La mostra è stata divisa in due sezioni. Nella prima sezione, chiamata "Percorso Scienza" vengono descritte la biologia e l'ecologia dello squalo bianco. Le materie trattate includono classificazione, evoluzione, dimensioni, morfologia, nuoto, respirazione, apparato locomotore, apparato digerente, apparato circolatorio, organi di senso, apparato urogenitale, riproduzione, habitat, distribuzione, movimenti, tattiche predatorie, dieta, attacchi all'uomo, competizione, presenza nel Mare Mediterraneo e pericoli che minacciano la sopravvivenza della specie. I pannelli sono illustrati con 25 tavole realizzate da Alessandro De Maddalena.

Nella seconda sezione, denominata "Percorso Avventura", è presentato il resoconto dettagliato di una spedizione realizzata dal fotografo subacqueo Vittorio Gabriotti nelle acque delle Isole Neptune, all'imboccatura del Golfo di Spencer, nel Sud Australia, con il prestigioso team di Rodney Fox Shark Experience, il quale ha condotto le maggiori spedizioni di ricerca, fotografiche e documentaristiche sugli squali bianchi realizzate sino ad oggi.

La spedizione ha permesso di effettuare interessanti osservazioni sul comportamento adottato dagli squali bianchi durante l'avvicinamento ad una possibile preda. L'avventura viene presentata al pubblico nella sua interezza, illustrata con 40 fotografie. I visitatori possono anche assistere a due proiezioni di diapositive in dissolvenza incrociata, dai titoli "Shark, shark, shark, White Shark!" e "Danzando tra le onde", con immagini inedite degli squali bianchi e delle otarie, loro prede favorite, nelle acque australiane. In tutte le città in cui la mostra si terrà, verranno inoltre organizzate conferenze sugli squali con proiezioni di diapositive: "Lo squalo bianco", "Gli squali del Mare Mediterraneo" e "Biologia degli squali".

A completamento dei due percorsi sono inoltre esposti numerosi reperti di squali messi a disposizione dalla Società Ittiologica Italiana, per lo più provenienti dal Mare Mediterraneo. Si tratta in gran parte di esemplari raccolti e preparati dal Dottor Luigi Piscitelli, veterinario presso il Mercato Ittico di Milano.

Nella scelta dei pezzi è stato dato particolare rilievo all'ordine Lamniformes, che include lo stesso squalo bianco (Carcharodon carcharias), con reperti di quest'ultima specie ed inoltre di squalo mako dalle pinne corte (Isurus oxyrinchus), smeriglio (Lamna nasus), cetorino (Cetorhinus maximus), comprendendo anche testimonianze fossili di specie preistoriche oggi estinte, quali Carcharodon megalodon, Carcharodon orientalis e Otodus obliquus. Viene quindi sottolineata la diversità e la varietà delle specie di squali esistenti grazie a reperti di altre specie, classificate al di fuori dei Lamniformes, quali longimano (Carcharhinus longimanus), squalo grigio (Carcharhinus plumbeus), verdesca (Prionace glauca), palombo liscio (Mustelus mustelus), gattuccio maggiore (Scyliorhinus stellaris), gattuccio minore (Scyliorhinus canicula), scimnorino (Dalatias licha) e centroforo (Centrophorus granulosus)

Malgrado la specificità dell'argomento trattato, il successo di pubblico riscosso dall'iniziativa alla sua prima è stato notevole. La mostra ha attratto alcune migliaia di visitatori. Visite guidate dettagliate sono state tenute dai due curatori della mostra per tutta la durata della stessa. La partecipazione del pubblico e l'interesse mostrato dai visitatori sono stati straordinari.

Inoltre tutti i piccoli visitatori hanno avuto la gradita sorpresa di ricevere in regalo un vero dentino fossile di squalo.

Un plauso particolare va agli organizzatori locali, “Le Botteghe del Castagno”, i quali hanno messo a disposizione la splendida Sala Civica dei Disciplini, facendo inoltre in modo che l'ingresso alla mostra fosse libero, e al Socio del Tritone Sub Attilio Tononi che ha contribuito attivamente alla realizzazione della mostra.

Già in occasione della sua prima, l'esposizione ha quindi mostrato quanto sia importante presentare al pubblico iniziative di divulgazione di alto livello scientifico.

 

Il pubblico è indubbiamente pronto a ricevere ed accogliere con grande interesse iniziative che rendano accessibili a tutti informazioni specialistiche, quando queste siano organizzate con professionalità. E' oggi indispensabile che coloro che lavorano nel campo della ricerca intraprendano anche il compito di divulgare le nozioni scientifiche presso il grande pubblico. 

Quest'ultimo può venire in tal modo condotto per mano a toccare ed apprezzare la realtà scientifica come non può invece fare il più delle volte al cospetto di una muta vasca d'acquario nella quale nuota in circolo un triste squalo costretto ad un'inutile cattività.

Comunicazioni relative alle prossime sedi di svolgimento della mostra e alle conferenze connesse verranno date attraverso i mass-media di volta in volta. Informazioni sugli appuntamenti saranno inoltre rese disponibili sui siti web della Società Ittiologica Italiana, della Banca Dati Italiana Squalo Bianco e del Gruppo Mediterraneo di Ricerca sugli Squali.

 

 

Recensione a cura del Dott. Alessandro De Maddalena

 

Pubblicata originalmente sulla rivista "Il Pesce" n.1 Gen./Feb. 2005

 

 

 

 

 

 

 

© Vittorio Gabriotti 2005


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